Chi siamo

“SenzaAsilo” nasce da operatori, enti e cittadini che a vario titolo prestano il proprio impegno nei progetti di accompagnamento sociale dei rifugiati e che quotidianamente si confrontano con il continuo aumento dei respingimenti delle richieste di asilo da parte delle Commissioni Territoriali.
I richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza realizzano faticosi progetti di integrazione socio lavorativa che spesso portano alla concreta possibilità di avere un lavoro stabile e un’ autonomia economica. Purtroppo, a seguito del rigetto della domanda di asilo, “cadono” in clandestinità, vedono vanificato il loro percorso e diventano “invisibili”: non possono lavorare, non possono curarsi, non possono affittare una casa.


Gli articoli a firma di Gabriele Martini pubblicato sulla Stampa del 27/10/16 e di Annalisa Camilli su Internazionale.it del 24/11/2016, denunciano proprio questo problema che noi, come “SenzaAsilo”, vogliamo sottoporre all’attenzione di un pubblico più vasto.
Questo fenomeno sta generando un “esercito di fantasmi” che abita le nostre città, che vive nei nostri quartieri senza diritti né doveri. Migliaia di persone esposte allo sfruttamento e all’illegalità , costrette a una condizione di insicurezza per se stessi, per gli altri e per i territori in cui vivono.
Si calcola che ad oggi siano 50.000 le persone in questa situazione e nei prossimi anni il numero è destinato a crescere in modo esponenziale. Il paradosso è che non hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione, ma neanche di lasciare il territorio italiano.
Riteniamo che dietro questo meccanismo non ci sia una precisa volontà politica,piuttosto un errore di calcolo e un’assenza di sguardo  lungimirante, frutto delle logiche emergenziali con cui da sempre si affrontano le politiche migratorie.