Rassegna Stampa

Vie di Fuga 18/12/2016 “Doppi dinieghi: da Milano a Torino “noi non ci stiamo

La Stampa 27/10/2016 Gabriele Martini:”Senza asilo ma non rimpatriati. Ecco l’esercito dei migranti fantasma

Internazionale 08/02/2017 Se-l’Italia-trasforma-in-clandestini-i-migranti-che-lavorano-Annalisa-Camilli-

La Stampa 02/03/2017 “Lasciateci-assumere-i-profughi_-per-le-imprese-sono-una-risorsa”

Scarp de Tenis Marzo 2017 “Doppio diniego L’Italia produce un esercito di clandestini”

 La Stampa 03/03/2017 Il prefetto apre agli imprenditori “L’integrazione passa dal lavoro” 

Il Secolo XIX Gabriele Martini: “Profughi, le aziende li richiedono, in 30
ottengono il permesso di soggiorno

Casa della Carità 17/07/2017 Regolarizzazioni_-l’esempio-esportabile-di-Torino

la Repubblica 19/07/2017: _Senza asilo al lavoro_, da Asti a Vercelli tutti vogliono copiare il modello Torino

La Stampa 06/12/2017: Stretta sui permessi ai migranti: “Così finisce il modello Torino”

 

 

 

Storia di Ali

Si inizia per sensibilità, per solidarietà,  per “fare in prima persona un passo concreto per portare un contributo”, poi, spesso, lavorando insieme, ci si conosce, ci si stima, si affrontano le differenze costruendo legami che possono diventare solidi, e duraturi….

Mi chiamo Ali Abdirahman Elmi, sono nato in Somalia nel 1995.

Sono cresciuto a Baletweyne e ho iniziato la mia formazione scolastica studiando alla Facoltà di Salute, laureandomi il 18/6/2013 in Infermieristica presso il Dipartimento di Infermieristica Clinica.

Dopo la Laurea ho fatto un anno di tirocinio in un Ospedale di Baletweyne, lavorando in vari reparti, in particolare in quello di Chirurgia Medica Pediatrica.

Alla fine del 2015 sono venuto in Italia, per richiedere asilo politico. Per fortuna la mia richiesta è stata accettata e ho vissuto per sei mesi in un campo di rifugiati gestito dalla Cooperativa Progetto Tenda a Torino.

Lì sono venuto in contatto con una persona che è la responsabile per l’inserimento lavorativo dei rifugiati, le ho detto che sono un Infermiere, così Lei ha preparato un mio curriculum e mi ha rassicurato spiegandomi che avrebbe cercato un lavoro per me.

Dopo due settimane mi ha informato che c’era la possibilità di un colloquio, di prepararmi perché saremmo stati tre candidati per un solo posto. In effetti a marzo del 2016 mi sono recato al colloquio presso lo Studio Medico di Eco Odontoiatria del Dottor Alessandro Abrate.

Per fortuna sono stato scelto e il 1 aprile 2016 ho iniziato un Tirocinio presso lo Studio del dr. Abrate per diventare un Assistente alla Poltrona nel campo odontoiatrico.

Ho incontrato ottimi colleghi che mi hanno aiutato sempre durante lo stage durato sei mesi.

Così ho iniziato a imparare molte cose che non posso elencare tutte, come l’uso dello strumentario, la sterilizzazione.

Terminati i sei mesi di tirocinio con il progetto del Comune di Torino, sono stato confermato per altri sei mesi; attualmente mi prendo cura della pulizia dello studio, della sterilizzazione delle sale mediche e dello strumentario, della preparazione delle sale dove si fanno gli interventi e sto iniziando ad assistere il dr. Abrate con i pazienti.

In questo Studio odontoiatrico mi trovo bene, mi trattano come la mia famiglia, non so come ringraziarli perché mi insegnano molte cose che mi serviranno per il mio futuro.

ESPERIENZA DR. ALESSANDRO ABRATE

Mi chiamo Alessandro Abrate, sono nato a Torino nel 1962.

Sono laureato in Medicina e ho iniziato la mia attività di Medico e Odontoiatra nel 1991.

Da anni vedo con sgomento, incredulità, angoscia le immagini e ascolto i racconti dell’esodo di massa che si sta riversando nel nostro paese e che verrà ricordato come una delle più grandi tragedie di questo secolo.

L’anno scorso ho deciso di fare in prima persona un passo concreto per portare un contributo a questa situazione. Mio nonno era emigrato in Svizzera, Germania, Belgio e mi ricordo bene i suoi racconti su come veniva sfruttato e discriminato.

Così ho contattato Anna Bertrand della Cooperativa Progetto Tenda che mi ha spiegato la possibilità di avviare un tirocinio formativo in collaborazione con il Comune di Torino per i rifugiati.

In questo modo ho conosciuto Ali che ha iniziato ad aprile del 2016 a lavorare nel mio studio.

All’inizio non è stato semplice per la lingua e un approccio “culturale” diverso al mondo del lavoro, ma grazie alla collaborazione di tutto lo staff Ali si sta sempre più integrando.

Finiti i 6 mesi di tirocinio ho rinnovato il suo contratto e sono determinato a sostenerlo, come faccio con le mie altre dipendenti.

Non è facile, non per Ali, ma per questa situazione economica di crisi arrivare a pagare tutti gli stipendi, le spese e le tasse a fine mese, ma questa è la mia sfida da sempre.

Mi piace Ali, è allegro, è giovane e il mio rapporto con lui rappresenta nel piccolo quale sarà, mi auguro, il futuro di collaborazione tra gli abitanti di questo nostro mondo.

Ali ha 22 anni, mio figlio 23, mia figlia 20, penso sempre che sono fortunati perché non sono dovuti partire da soli per la Somalia, non devono fuggire da violenze e guerre. Vivono con me e mia moglie, siamo una famiglia unita.

Come potevo chiudere gli occhi e il cuore?

3/3/2017